Scaldino a gas non esce acqua calda. Cosa fare?


Lo scaldino a gas, inteso come scaldabagno per produrre acqua calda sanitaria, è un dispositivo ormai irrinunciabile in tutti i contesti domestici.

Dato che è ormai dato per scontato disporre di acqua alla temperatura desiderata e ogniqualvolta è necessario, quando dallo scaldino a gas non esce l’acqua calda, ciò rappresenta un problema, soprattutto quando ci si trova sotto la doccia.

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Inoltre, se il dispositivo non eroga acqua sufficientemente calda, il rischio è quello di sprecarne un’ingente quantità, in occasione della verifica sul motivo del guasto. Alcune volte, per risolvere i malfunzionamenti temporanei è sufficiente effettuare alcuni semplici operazioni, indicate dalle stesse aziende che producono e distribuiscono questi elettrodomestici. Si tratta di piccoli blocchi che possono avvenire nel corso del corrente utilizzo degli scaldini a gas e che necessitano unicamente di azioni mirate, le quali faranno sì che il meccanismo riprenda a funzionare correttamente. Quando, invece, il guasto risulta più serio e non alla propria portata, è indispensabile consultare un tecnico per la riparazione o sostituzione.

In ogni caso, la risoluzione del problema dipende in larga misura dal tipo di scaldabagno installato; nel caso di quelli a gas, i guasti più frequenti riguardano:

  • il riscaldamento insufficiente dell’acqua;
  • la chiusura del rubinetto;
  • l’accumulo di calcare all’interno
  • problemi di natura elettrica;
  • un eventuale surriscaldamento;
  • la scarsa portata dell’acqua.

Per quanto riguarda i primi 3 elementi, questi sono comuni agli scaldabagni elettrici e a gas.

Se il riscaldamento dell’acqua risulta insufficiente, ciò può essere dovuto a un cambio involontario; per questo motivo, la prima operazione da fare, in questi casi, è controllare il manometro e dare un’occhiata alla temperatura, che in genere è riscaldata a una temperatura compresa tra i 35 e i 60 gradi centrigradi.

Un’altra casistica, nel malfunzionamento dello scaldino a gas, riguarda la possibilità che il rubinetto dell’acqua sia chiuso.
Tale eventualità si verifica soprattutto nei contesti abitativi occasionali, come le case per vacanze.

Per motivi di sicurezza, nei periodi in cui si utilizza l’abitazione si è soliti chiudere il rubinetto di erogazione dell’acqua, incluse le prese elettriche e la manopola del gas.

Anche questo è un motivo piuttosto banale ma, al contempo, facilmente risolvibile: basta attivare i rubinetti di acqua e gas, azionare la corrente elettrica e, con ogni probabilità, lo scaldino funziona.

Nelle zone in cui l’acqua risulta più ricca di calcare, è più semplice il suo accumulo nelle parti interne dello scaldino a gas. Ciò può determinare un’erogazione di acqua, sebbene non calda, o un blocco totale nella produzione di acqua calda.

In questi casi, è consigliabile consultare un tecnico, il quale a seguito del sopralluogo verificherà l’eventuale presenza di calcare nella serpentina oppure nella valvola di sicurezza, procedendo alla loro sostituzione.

Quando il problema del non funzionamento dello scaldino a gas è di natura elettrica, ciò può essere dovuto, semplicemente, alla mancanza temporanea di energia elettrica.

In tali eventualità, è indispensabile ripristinare l’erogazione di energia elettrica per far funzionare nuovamente il dispositivo. Anche se lo scaldabagno è alimentato a gas, questo necessita comunque della scintilla elettrica della fiamma cosiddetta pilota, per partire.

Per tale motivo, se avviene un episodio di surriscaldamento, la valvola di sicurezza provvede a spegnere la fiamma pilota, per scongiurare ulteriori danni.

Se ciò si verifica, l’operazione da effettuare è quella di spegnere lo scaldino a gas per qualche minuto, riaccenderlo e, se il problema persiste, chiamare un operatore qualificato.

Un ulteriore malfunzionamento, a carico dello scaldino a gas, potrebbe verificarsi quando l’erogazione di acqua è talmente esigua che è impossibile usufruirne del dispositivo in modo stabile e sicuro.

Nella maggior parte dei casi, tale problematica avviene nelle prime ore del mattino, specialmente nei contesti condominiali, quando la maggior parte degli abitanti dell’edificio utilizzano l’acqua calda nello stesso momento.

Altre volte, invece, potrebbe presentarsi un problema idrico limitato all’appartamento in cui è installato lo scaldino che non funziona; anche in questo caso, è opportuno consultare un idraulico.

Scaldino acqua tiepida o non scalda? Ecco cosa fare:

Quando lo scaldino a gas eroga acqua non sufficientemente calda, oppure non la scalda affatto, vi sono alcune operazioni preliminari che è possibile eseguire, prima di chiamare un tecnico.

Se lo scaldaacqua a gas non si accende, è possibile che manchi l’energia elettrica oppure risulti attivato il blocco di sicurezza del dispositivo. Nel primo caso, è sufficiente alzare la leva nel quadro elettrico dell’abitazione, mentre nella seconda ipotesi si deve procedere allo spegnimento e, dopo qualche minuto, riaccensione dello scaldabagno.

Può anche accadere che lo scaldino a gas non scaldi l’acqua come dovrebbe; questa fuoriesce appena tiepida invece che calda o, addirittura, completamente fredda.
In questi casi, la prima cosa da fare è controllare la pressione dell’acqua, i cui valori ottimali sono compresi in un range tra 1,5 e 2 bar.

Tutti gli scaldini sono dotati di una valvola per regolare la pressione dell’acqua; se questa risulta al di sotto dei valori minimi, è sufficiente (dopo aver chiuso l’acqua e il gas) ripristinarne il livello manualmente, seguendo il manuale di istruzioni del produttore, per effettuare l’operazione in sicurezza.

Nell’eventualità che lo scaldino a gas si blocchi all’improvviso, determinando la repentina interruzione della doccia e più di un’arrabbiatura.
Per prima cosa, è raccomandabile consultare il libretto di istruzioni dello scalda acqua a gas, per verificare se il display del dispositivo mostri eventuali codici di errore/blocco.
In questi casi, in base al tipo di malfunzionamento è indicata una precisa operazione da svolgere; alcune possono essere effettuate in autonomia, mentre per altre è indispensabile chiamare un tecnico abilitato.

Alcune problematiche potrebbero essere più difficili da individuare e richiedono maggiore attenzione; ad esempio, se lo scaldino a gas non eroga acqua calda nel bagno, mentre per la cucina non sembrano esserci impedimenti, è necessario andare a fondo della questione per risolverla in modo efficace.

Infatti, non sempre il guasto è legato all’apparecchio in sé, anzi molto spesso è connesso all’impianto idrico.

Quando il guasto dipende dalle tubature, infatti, la soluzione adatta è quella di affidarsi a un’azienda termoidraulica specializzata che, dopo un sopralluogo, verificherà l’opportunità di effettuare un lavaggio chimico.

Questa operazione è un vero e proprio lavaggio della rete idrica, eseguito con macchinari appositi da personale qualificato.
L’obiettivo del lavaggio chimico dell’impianto è quello di eliminare ogni traccia di calcare, il motivo per cui, più di una volta, l’acqua calda riesce a raggiungere un locale della casa, a differenza di un altro (bagno no, cucina sì, e viceversa).

Nel corso del tempo, con la circolazione costante dell’acqua si verifica una sedimentazione del calcare, un deposito di sostanze minerali che compongono l’acqua; in particolare, nelle zone d’Italia in cui questa è molto dura, il calcare si forma in misura maggiore, anche se nessuno scaldino a gas è, purtroppo, immune dalla sua sedimentazione.

Il lavaggio chimico rappresenta la soluzione ottimale non solo per risolvere il problema temporaneo legato alla mancanza di acqua calda, ma per evitare altre problematiche più ingenti le quali, nel lungo periodo, potrebbero danneggiare seriamente l’impianto e lo scalda acqua.

Il lavaggio chimico costituisce, più che un’opzione, una necessità per tutti gli impianti, poiché laddove vi è la circolazione di acqua nelle tubature interne si verifica sempre la formazione e il deposito di calcare, che solo questo intervento può eliminare.
Nello specifico, esaminando alcuni interventi effettuati da personale specializzato in occasione di un servizio di assistenza a domicilio per un guasto allo scaldino a gas, è stato rilevato che lo scambiatore e l’ugello della fiamma pilota erano completamente incrostati dal calcare.
Si tratta di due componenti molto delicati, che, dopo il lavaggio chimico, sono stati sostituiti.

Ultimo aggiornamento 2022-11-28 / Link di affiliazione / Immagini da Amazon Product Advertising API